Santa Maria dell'Orto

La Festa Titolare di Maria SS. dell'Orto si celebra nella terza domenica di ottobre.
Nell'occasione ancora oggi la chiesa viene addobbata con frutta e ortaggi e, al termine della Santa Messa, vengono benedette e distribuite delle mele. Secondo un'antica usanza ciascun confratello, al termine del pasto domenicale, ne divide una tra tutti i componenti della famiglia.




Una stretta relazione tra la Madonna dell'Orto e la musica deriva da un miracolo della Vergine che avvenne nel 1585 quando era in visita a Roma la prima ambasceria giapponese. Gregorio XIII - narra il Bombelli –“ volle concorrere all'innocente divertimento di quei signori i quali andarono a divertirsi per mare. Al ritorno che fecero dalla marina il Papa spedì loro incontro i musici del palazzo. "Furono preparati nel Tevere molti navicelli con ricche vele, bandiere e fiamme, dorati a poppa ed a prua coperti da splendidi padiglioni". Le barche dei musici si lasciarono trasportare dalla corrente, ma usciti in mare aperto "mentre voglion cominciare le armonie, una furiosa tempesta li minaccia di naufragio; alberi rotti, vele lacere, timoni infranti". In quel frangente i musici si ricordarono della Madonna dell'Orto alla quale avevano rivolto una breve preghiera passando innanzi alla sua chiesa (è da notare che in quel tempo dal Tevere si scorgeva il tempio poiché non era stato ancora costruito il massiccio ospizio di S. Michele) e immediatamente "cesso' il vento, s'acquetarono le onde, torno' la calma". Da allora e per molti anni, i musici di palazzo, l'8 giugno anniversario del fatto, vennero in S. Maria dell'Orto a cantare Messa solenne in memoria della grazia ricevuta.

Un altro evento miracoloso si verificò nel 1625: il Miracolo di Mary Ward. Mary Ward (1585–1645), di nazionalità inglese, fondatrice dell’Istituto della Beata Vergine Maria, ordine religioso femminile la cui regola è ispirata a quella dei Gesuiti e che in genere è più noto come quello delle “Dame Inglesi”. La Ward soggiornò a Roma in tre periodi diversi; il primo dei quali comprendeva l’anno giubilare 1625. In quella occasione Mary visitò parecchie chiese, ma ebbe una particolare predilezione per la Madonna dell’Orto: tra il 6 ed il 19 aprile del 1625, passò ore intere davanti al SS. Sacramento esposto nella nostra chiesa. Le cronache ci informano che “il giorno 11, inginocchiata davanti all’altare maggiore, si sentì totalmente immersa nell’amore di Dio. Riposando soltanto in Lui, vide con chiarezza che ella non era assolutamente nulla e che Dio è tutto. L’estasi durò varie ore”. Va anche precisato che dal SS. Sacramento s’irradiò un fascio di luce di eccezionale intensità il cui splendore si concentrò sul volto di Mary, privandola della vista per diverse ore dopo l’Adorazione. Nel 1930, sotto il pontificato di Pio XI è iniziato il processo di beatificazione, tuttora in corso. Mary Ward e' stata dichiarata venerabile da Papa Benedetto XVI il 19 dicembre 2009 e questo e' il primo passo per essere dichiarata santa.

Santa Maria dell'OrtoQuando ancora era molto viva l'usanza liturgica dell'esposizione del SS. Sacramento in forma di Quarantore, in molte chiese veniva allestita un'apposita struttura chiamata "macchina" e destinata a fare da ornato supporto a candele e luminarie. Da Luigi Huetter apprendiamo che "…nell'Ottocento primeggia la "Macchina" di S. Maria dell'Orto in Trastevere; gentile trionfo di girali frondosi e fioriti i quali salgono gradatamente spingendo le loro volute severe sopra il solenne altar maggiore". La "Macchina" veniva affettuosamente ed orgogliosamente montata dai "fratelli". Ancora oggi la cerimonia si svolge la sera del "Giovedì Santo", con l'accensione di tutte le 213 candele che danno al luogo sacro una suggestione indimenticabile nel chiaroscuro degli innumerevoli stucchi settecenteschi e nello scintillio di tutti gli ori tremulanti alla luce delle lampade. La pratica delle Quarant’ore fu introdotta a Milano nel 1527 da G.A. Bellotti e nel 1565 ebbe il suo primo ordinamento da San Carlo Borromeo. Nel 1731 attraverso l’Instructio Clementina, voluta da papa Clemente XII, assunse la sua forma definitiva. Viene esposta solennemente l’Ostia Consacrata per quaranta ore, distribuite in diversi momenti nell'arco di tre giorni ed è occasione di preghiera ed intercessione. Quaranta è il numero ricorrente nelle Sacre Scritture, quaranta giorni e quaranta notti dura il diluvio universale, quaranta sono i giorni che Mosè sosta sul monte Sinai per ricevere le Tavole della Legge. Sempre quaranta giorni durò il cammino di Elia, la penitenza della città di Ninive e quaranta anni la peregrinazione del popolo ebreo nel deserto. Quaranta giorni digiunò Gesù nel deserto, altrettanto è il tempo di Quaresima. L’apparizione di Cristo ai Discepoli avvenne esattamente quaranta giorni dopo la Resurrezione. Quaranta diventa così il numero della tribolazione, della prova della penitenza del digiuno e della preghiera. .

Un'antica tradizione di pietà rivive invece sulle rive del Tevere grazie all'Arciconfraternita, nello spirito del recupero di antiche usanze religiose romane. A Roma, nel 1776, fu canonicamente eretta nell'Isola Tiberina la Confraternita detta "dei Sacconi Rossi" per via dell'abito, ma il cui nome completo era in realtà più complesso: Confraternita dei Devoti di Gesù al Calvario e di Maria SS. Addolorata in sollievo delle Anime sante del Purgatorio. Tra le opere di pietà del sodalizio vi era quello di recuperare le salme di coloro che perivano nel fiume e di celebrare SS. Messe in loro suffragio.

Santa Maria dell'Orto

Per le vicende dei tempi l'iniziativa ebbe poi a estinguersi, ma dal 1983 essa ha avuto nuovo impulso per merito dell'Arciconfraternita di S. Maria dell'Orto. Da allora, il 2 novembre di ogni anno una S. Messa viene celebrata nella Chiesa di S. Giovanni Calibita, officiata dai padri dell'Ordine Ospedaliero di S. Giovanni di Dio più noto come "Fatebenefratelli", cui fa seguito una suggestiva processione con le torce accese lungo le rive dell'Isola al fine di gettare nel Tevere una corona di fiori accompagnata dalle preci per i defunti. La cerimonia vede i Sacconi Rossi e i "fratelloni" della Madonna dell'Orto uniti in preghiera con un gran numero di fedeli nella S. Messa serale di suffragio: la lunghissima processione salmodiante al lume dei ceri consente di rievocare la pia atmosfera delle più genuine tradizioni popolari d'un tempo.
Negli ultimi anni la tradizione della Confraternita dei Sacconi Rossi è stata raccolta dalla Comunità religiosa e ospedaliera del Fatebenefratelli del vicino ospedale di San Giovanni Calibita.

Santa Maria dell'Orto

2 Febbraio(*) : Messa della Candelora con i “fiumaroli”.

Dal 1983 la nostra Arciconfraternita ha ripristinato la celebrazione del rito della consegna delle candele benedette ai marinai, pescatori, agli equipaggi dei battelli fluviali oltre che agli sportivi dei circoli nautici e a tutti coloro che vivono e lavorano sul Tevere. Rinasce così (nella domenica più prossima alla data indicata), una cerimonia di antica tradizione che fin dal 1500 si è svolta a Santa Maria dell'Orto. Da un registro del 1550, conservato nel nostro archivio, risulta che in occasione della festa della purificazione della Vergine o festa della Candelora, nella nostra Chiesa, che il San Michele non separava da Ripa Grande, risulta che gli equipaggi dei vari navigli che approdavano al porto si iscrivessero all'Arciconfraternita per ricevere il giorno della Candelora (dietro versamento di un obolo simbolico) le tradizionali candele benedette, che venivano consegnate a tutto l'equipaggio ed al Capitano, che riceveva anche una "Candela lavorata" per il vascello. Le candele venivano conservate dagli equipaggi con cura accanto alle Immagini Sacre ed accese in caso di pericolo, malattia, temporali e burrasche. L'importanza della cerimonia è testimoniata anche dallo statuto della nostra Arciconfraternita, anno 1676, cap. XLIV, dove leggiamo: "... il carico, e la cura di provvedere della cera, senza dubbio spetta a Guardiani e Camerlengo, como anco di fare intimare a tutti i Fratelli, e le Sorelle, per intervenire alla Benedizione e Processione il giorno della purificatione della Beata Vergine".

Mercoledì delle Ceneri: S. Messa ore 17:00

Quarta domenica di Quaresima ("domenica laetere") :
Benedizione dei "maritozzi"

L'espressione deriva dall'incipit dell'Introito nella Messa di tal giorno, che, in latino, inizia con Laetare Jerusalem, che significa: Rallégrati, Gerusalemme. Essendo legata alla data Pasqua, può cadere tra il 1° marzo e il 4 aprile compresi. In questa domenica la liturgia prevede alcuni segni di allegrezza, i quali vogliono evidenziare un temporaneo addolcimento del rigore quaresimale, annunciando che la Pasqua è ormai vicina. Per meglio sottolineare questo momento di mitigazione, per nostra antichissima consuetudine – al termine della S. Messa – vengono benedetti e distribuiti al popolo i panetti che a Roma sono detti "quaresimali". Sono i classici "maritozzi" ma più austeri: più piccoli, senza la tradizionale panna, ben poco dolci ma contenenti chicchi di uva passa, i quali devono ricordare l'uva del vino eucaristico. Pane vino, quindi, quale "segno" delle Sacre Specie. Si ricorda che è una pratica devozionale e quindi il piccolo panino va portato a casa e diviso tra i familiari.

Giovedì Santo: S. Messa ore 18:00 - allestimento e accensione dell’antica “ Macchina delle Quarant’ore”. La chiesa resta aperta ai fedeli fino alle ore 24:00 circa.

Seconda domenica di maggio - Festa della Mamma :
"Benedizione dele rose"

Questa Festa, nata sul finire degli anni Cinquanta del Novecento, ha soprattutto una connotazione commerciale anche se la motivazione "affettiva" non è assente del tutto. Proprio per dare invece una maggior senso religiosamente simbolico, la seconda domenica di maggio – quindi in concomitanza con la Festa laica – nella nostra chiesa si celebra una S. Messa in onore di tutte le mamme e della Mamma celeste, nel mese a Lei dedicato. Per meglio onorare la maternità e offrire un piccolo segno di devozione, vengono poi benedette e donate a tutte le mamme presenti le rose bianche con il simbolo delle nostra Arciconfraternita. Nell'occasione si ricorda anche l'anniversario del conferimento della corona d'oro della Sacra Icona mariana da parte del Capitolo Vaticano, avvenuta nel 1657. Va sottolineato che l'onore dell'incoronazione è un tributo alla grande venerazione popolare nonchè riconoscimento delle grazie elargite. In tal senso la nostra Madonna dell'Orto è "collega" di molto altre assai più famose e venerate: la Salus Populi Romani in S. Maria Maggiore, la Madonna del Divino Amore, la Madonna di Pompei, la Virgen di Guadalupe patrona delle Americhe, la Madonna di Loreto, ecc. .

8 Giugno (*): vedi terza domenica di ottobre festa titolare.

Terza domenica di Ottobre: festa Titolare di S. Maria dell’Orto – Solenne pontificale alle ore 11:00 al termine della quale c'è la tradizionale distribuzione delle mele benedette, in ricordo della grande devozione dell'Università dei Fruttaroli che tanto ornò la chiesa. Nell'occasione viene ricordato il miracolo operato dalla Madonna dell’Orto nel 1585 a favore della prima ambasceria cristiana proveniente dal Giappone. Alla cerimonia, presieduta da un Cardinale, interviene anche l'Ambasciatore del Giappone presso la Santa Sede (o un suo rappresentante). Per decenni il miracolo è stato ricordato l'8 giugno, ma la ricorrenza è stata accomunata alla Festa Titolare per conferirle maggior solennità.

2 Novembre: nel 1983 il nostro Sodalizio, raccogliendo l'eredità dell'Arciconfraternita dei i “Sacconi Rossi” da tempo estinta, ripristinò la pia devozione di commemorare sulle rive dell'Isola Tiberina tutti coloro che sono morti nel Tevere, in tempi più recenti estesa anche a tutti i defunti comunque senza nome morti a causa di calamità naturali, guerre, ecc. Ricostituitisi i "Sacconi Rossi" per iniziativa dell'Ordine Ospedaliero dei Fatebenefratelli, una S. Messa viene celebrata all'imbrunire nella loro chiesa di S. Giovanni Calibita alla quale segue una suggestiva processione salmodiante al lume di candele lungo le rive dell'Isola guidata dalla nostra Arciconfraternita. Al termine, recita delle preci per i defunti e lancio di una corona di fiori nel fiume.

Penultima domenica di Novembre: S. Messa alle ore 11:00 per l’Associazione Culturale denominata “ Gruppo dei Romanisti”, noto consesso che raccoglie gli studiosi e gli accademici più eminenti in fatto di studi multidisciplinari sulla città di Roma.

Ultima domenica di Novembre: S. Messa alle ore 11:00 in suffragio dei Pizzicaroli defunti e dettaglianti alimentari in genere.

Terza domenica di avvento - ("domenica gaudete") :
Benedizione di oggetti devozionali natalizi

La domenica di tal nome è la terza di Avvento ed ha tutte le caratteristiche liturgiche di quella "laetare", solo che in questo caso la meta prossima è il Natale. Il termine latino gaudete è traducibile con "gioite, rallegratevi [nel Signore]" e riflette l'incipit dell'Introito della Messa del giorno, tratto dalle parole di S. Paolo nella Lettera ai Filippesi (IV, 4-5). In questa occasione, essendo vicino il Natale, al termine della S. Messa vengono benedetti e distribuiti ai fedeli piccoli oggetti di devozione riferiti al tempo natalizio (o un Bambinello, o una Sacra Famiglia, ecc.). La modestia del dono deve servire a sottolineare la povertà di Colui che nacque in una grotta e - proprio per questo - conferire un maggiore valore al simbolo e non all'oggetto in se stesso. .