Santa Maria dell'Orto

Santa Maria dell'OrtoLa costruzione della Chiesa venne ultimata nel 1566/67 con l'opera del Vignola e di Guidetto Guidetti. Sono errate le attribuzioni a Michelangelo o a Giulio Romano, come pure quella che assegna la facciata a Martino Longhi il Vecchio ormai, dal Giovannoni, rivendicata al Vignola medesimo e compiuta da Francesco Capriani da Volterra, detto "il Volterra".

L'interno della Chiesa, a tre navate divise da pilastri, è ricco di pitture e marmi, ma la sua peculiare caratteristica è la profusione di stucchi bianchi e dorati che ornano le volte, la crociera e l'abside. Nonostante negli stucchi si riscontri una certa pesantezza plastica, l'insieme risulta gentile e delicato e quasi non se n'avverte la diffusione in tutti gli angoli disponibili. Soltanto all'esame del particolare si nota, soprattutto nella volta dell'abside, che lo stucco ha sommerso le pitture relegandole, esteticamente, in un ruolo di secondo piano.

Le cappelle della navata di destra - al cui inizio è il sogno di San Giuseppe (1706) - sono rispettivamente così dedicate:

Maria Annunciata all'Angelo di F. Zuccari (1528-1566)
Annunciazione (Università dei Mercanti e dei sensali di Ripa e Ripetta)

Santa Maria dell'Orto Altare:
Maria annunciata all'Angelo, di F. Zuccari (1528-1566), opera documentata (1561) restaurata nel 1998.
Pareti:
S. Gabriele Arcangelo, di (1875) di V. Monti, e S. Giuseppe di Giovanni Capresi ( 1878 ).
S. Caterina d'Alessandria (Università dei Vermicellari, artigiani e commercianti di paste alimentari)
Altare:
Sposalizio mistico della Santa, di F. Zucchetti (1711).
Pareti:
S. Paolo e S. Pietro, affresco di anonimo del sec. XVII. Restauri 1970 - 71
Ss. Giacomo, Bartolomeo e Vittoria (Università dei Vignaioli)
Altare:
Vergine col Bambino e Santi, di G. Baglione (1571-1644).
Pareti:
Martirio d'un santo diacono e martirio di S. Andrea Apostolo, affreschi del Baglione.

Le volticelle innanzi a ciascuna cappella vennero affrescate, con la Gloria dei rispettivi titolari, dalla scuola del Garzi (1706).

Cappella del transetto, del SS. Crocefisso (Università dei Pollaroli). Sottarco: Resurrezione, affresco di G. Calandrucci (1646-1707). Pareti: Storie della Passione, affreschi di N. Trometta da Pesaro (1550-1622). Sulla porta in fondo alla nave: Discesa dello Spirito Santo affresco di A. Procaccini (1704).

Altar maggiore, disegno di Giacomo della Porta. Vi si venera l'immagine di S. Maria dell'Orto risalente ai primi del Quattrocento. La sacra icona fu distaccata con tutta la porzione muraria dal suo sito originario e collocata prima al centro della chiesa, dove viene ricordata da una epigrafe, e nel 1556 sull’altare maggiore, ma fu solo nel 1860 che essa venne traslata sulla tela ovale di circa cm. 120x140 custodita nella nicchia absidale.

Abside - Affreschi di Taddeo e F. Zuccari, del Baglione e di C. Torelli raffiguranti storie della Vergine. Vetrata policroma con monogramma mariano formato da frutti (sec. XVIII). Nella volta del transetto la Concezione, affresco d'ignoto (1706). Sulla porta in fondo alla navata sinistra: Incontro di S. Anna con S. Gioacchino, affresco di A. Procaccini (1704).

Cappella del transetto, di S. Francesco d'Assisi (Università dei Padroni Molinari) - Altare: statua del Santo (sec. XVII). Sottarco: Gloria del medesimo, affresco di M. Garzi (1721). Pareti e pilastri: Storie del Serafico, affreschi di Niccolò Martinelli detto il Trometta.

Le cappelle della navata sinistra sono, a partire dalla crociera, dedicate rispettivamente ai: Ss. Carlo Borromeo, Ambrogio e Bernardino da Siena (Università degli Scarpinelli, Ciabattini) Altare: Vergine col Bambino e Santi del Baglione (1640 -41.- opera firmata e datata). Pareti: scene della vita dei Santi Ambrogio e Carlo sempre del Baglione.

S. Giovanni Battista (Università dei Compagni e Giovani dei Pizzicaroli) - Architettura di G. Valvassori (1750). Altare: Battesimo di Gesù, del Giaquinto (1750). Pareti: Predica e decollazione del Precursore, di G. Ranucci (1779). Restauri 1970 - 71

S. Sebastiano (Università degli Ortolani) - Altare: il Santo curato dagli angeli, di G. Baglione (1624). Opera firmata e datata. Pareti: S. Antonio da Padova e S. Bonaventura sempre del Baglione. Restauri 1970 - 71
Sulla porta d'ingresso della navata: Adorazione dei pastori, affreschi della scuola del Garzi, a sinistra acquasantiera, pregevole lavoro dei marmorari romani, fine XV secolo.

L'organo monumentale, dello scorcio del XVIII secolo è dovuto alla munificenza dei Molinari, con sculture in legno dorato, immagini della Madonna dell'Orto e specchi della cantoria con molini sul Tevere.

Nel mezzo della volta della navata centrale, affresco di G. Calandrucci: l'Assunzione di Maria Vergine (c.1707).

Andrea Procaccini - Discesa dello Spirito SantoAlla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso, una serie di sconsiderati interventi realizzati nelle vicinanze della chiesa finirono per alterare gravemente il solido assetto statico originario della costruzione, fino a determinare dei dissesti tali da mettere in forse la sua stessa sopravvivenza. In particolare, lo sbancamento lungo gran parte del perimetro esterno della costruzione per l’ampliamento del retrostante fabbricato della Direzione dei Monopoli di Stato determinò una serie di lesioni e dissesti che investirono tutta la chiesa, dalle strutture murarie fino alle volte ed al ricco apparato decorativo.

L’Arciconfraternita - proprietaria del sacro edificio ma spogliata del proprio consistente patrimonio in seguito alle confische governative succedute dopo il 1870 - per risolvere questi gravi ed urgenti problemi si rivolse al Ministero per i Beni Culturali che, con propri finanziamenti e attraverso la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Roma, a partire dal 1984 attuò una serie di interventi di consolidamento e restauro che hanno scongiurato i rischi più gravi per il monumento ed anche in parte restituito alla chiesa la sua fulgida immagine originaria. I lavori realizzati - oltre che letteralmente salvare da distruzione certa l’intero fabbricato - hanno anche permesso la riapertura della chiesa al culto, oltre che ai numerosi visitatori e turisti.

Attualmente, però, con l’interruzione dei finanziamenti verificatasi dopo l’ultimo lotto di lavori, realizzati nel 1999 grazie ai fondi del Giubileo 2000, è ancora necessario completare l’opera già avviata per il recupero totale della chiesa.

Per informazioni sulle visite guidate della chiesa si prega rivolgersi al Sig. Enrico Pucci Vice Camerlengo della Venerabile Arciconfraternita di Santa Maria dell'Orto. Cell.: 3393801318.

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Arco trionfale. Figure in stucco di L. Retti (1704)

  • Il pavimento delle tre navate, in marmi bianchi e grigi, fu realizzato su disegno di Gabriele Valvassori (v. illustrazione) tra il 1747 ed il 1756. Circa gli stucchi che decorano le volte della chiesa, va aggiunto che un'antica leggenda tramandata oralmente - ma che per qualche tempo trovo' ospitalita' anche in alcune pubblicazioni - vuole che in tali sontuosi ornamenti sia stato mescolato il primo oro venuto dall'America con Cristoforo Colombo. Nata probabilmente per la suggestione recata dal particolare anno di nascita della Confraternita (1492), la leggenda e' in realta' destituita d'ogni possibile fondamento. Una ben piu' autorevole tradizione, infatti, vuole che quell'oro decori il soffitto a cassettoni di S. Maria Maggiore, anche se pure in tal caso manca un qualsivoglia documento a conferma. Tuttavia, in via puramente teorica, la leggenda riguardante S. Maria dell'Orto potrebbe avere qualche spunto di verita'. Sembra, invero, che quella lavorazione nella basilica esquilina abbia dato luogo a parecchi ritagli e scarti, tutti comunque gelosamente conservati, sicche' quantita' infinitesimali potevano essere donate dal Reverendo Capitolo - per devozione, a scopo simbolico - a chi ne avesse fatta richiesta onde mescolarle a vernici, stucchi e quant'altro occorrente per la decorazione di altre chiese.

Arco trionfale. Figure in stucco di L. Retti (1704)

  • Il pavimento delle tre navate, in marmi bianchi e grigi, fu realizzato su disegno di Gabriele Valvassori (v. illustrazione) tra il 1747 ed il 1756. Circa gli stucchi che decorano le volte della chiesa, va aggiunto che un'antica leggenda tramandata oralmente - ma che per qualche tempo trovo' ospitalita' anche in alcune pubblicazioni - vuole che in tali sontuosi ornamenti sia stato mescolato il primo oro venuto dall'America con Cristoforo Colombo. Nata probabilmente per la suggestione recata dal particolare anno di nascita della Confraternita (1492), la leggenda e' in realta' destituita d'ogni possibile fondamento. Una ben piu' autorevole tradizione, infatti, vuole che quell'oro decori il soffitto a cassettoni di S. Maria Maggiore, anche se pure in tal caso manca un qualsivoglia documento a conferma. Tuttavia, in via puramente teorica, la leggenda riguardante S. Maria dell'Orto potrebbe avere qualche spunto di verita'. Sembra, invero, che quella lavorazione nella basilica esquilina abbia dato luogo a parecchi ritagli e scarti, tutti comunque gelosamente conservati, sicche' quantita' infinitesimali potevano essere donate dal Reverendo Capitolo - per devozione, a scopo simbolico - a chi ne avesse fatta richiesta onde mescolarle a vernici, stucchi e quant'altro occorrente per la decorazione di altre chiese.

Navata centrale

  • G. Calandrucci Assunzione di Maria (1706). Disegno degli stucchi di G. Valvassori.

Controfacciata, navata sinistra

  • In alto, G. e A. Orazi Adorazione dei pastori (1706). In basso, confessionale ligneo, gemello di quello sub punto 2. Acquasantiera con basamento, opera di marmorari romani (fine sec. XV), forse appartenente alla demolita cappella votiva.

Volticella della navata

  • G. B. Parodi Gloria di San Sebastiano (1706).

Cappella di San Sebastiano (Universita' degli Ortolani)

  • Altare: G. Baglione San Sebastiano curato dagli angeli (1624). Il Baglione dipinse - col medesimo titolo - un altro olio su tela di grandi dimensioni nel Duomo di San Gemini, in Umbria. Le due raffigurazioni differiscono di molto, tranne che nel viso del Santo, sostanzialmente identico.
    A destra: G. Baglione Sant'Antonio da Padova (1624). A sinistra: G. Baglione San Bonaventura (1624).

Volticella della navata

  • G. B. Parodi Gloria di San Giovanni Battista (1706).

Cappella di San Giovanni Battista (Compagnia de' Giovani Pizzicaroli)

  • Architettura di G. Valvassori (1750).
    Altare: Corrado Giaquinto Battesimo di Cristo (1750).
    A destra: Giuseppe Ranucci Predica del Battista (1749).
    A sinistra: G. Ranucci La decollazione del Battista (1749).

Volticella della navata

  • Giovan Battista Parodi Gloria di San Carlo Borromeo (1706).

Cappella dei SS. Carlo Borromeo, Ambrogio e Bernardino da Siena (Universita' degli Scarpinelli)

  • Altare: G. Baglione Madonna col Bambino e Santi (1641).
    A destra: G. Baglione Sant'Ambrogio a cavallo caccia gli Ariani da Milano (1641).
    A sinistra: G. Baglione San Carlo Borromeo assiste gli appestati (1641).

Sottarco del transetto

  • Mario Garzi Gloria di San Francesco (inizi sec. XVII).

Transetto di sinistra

  • Cappella di San Francesco d'Assisi (Universita' de' Padroni Molinari). Altare: statua del Santo (sec. XVII). Alle pareti: Niccolo' Martinelli da Pesaro detto "il Trometta" Storie di San Francesco (1595).

Portone ligneo di accesso alla Sacrestia

  • Accanto, singolare acquasantiera marmorea (sec. XVI) con mano reggente una piccola conca. In alto, A. Procaccini Incontro tra Gioacchino ed Anna (1704). Angeli in stucco di L. Retti.

Parete absidale di sinistra

  • In alto, lunetta di G. Baglione L'angelo esorta Giuseppe a fuggire in Egitto e due profeti (1598). In basso, G. Baglione Presentazione al Tempio e annuncio a San Giuseppe (1598). L'affresco presenta una particolarita': a parte le vesti rinascimentali dei personaggi, la scena si svolge ai piedi di una scalinata che termina con lo scorcio d'un edificio, il quale e' proprio….la chiesa dell'Orto. Parasta prospiciente la balaustra: grottesca in stucco dorato (sec. XVII) cimata da un prospetto che tradizionalmente vuolsi raffiguri la facciata dell'antico ospedale del Sodalizio ma che, piu' probabilmente, potrebbe in realtà trattarsi della facciata della cappella votiva primigenia eretta attorno all'immagine mariana (ca. 1490 - 95) oppure - ma con minori probabilità - di un non realizzato progetto di facciata precedente quello del Vignola.

Volta dell’abside

  • G. Baglione Morte, Assunzione e Incoronazione di Maria (1598).

Parete absidale di destra

  • In alto, lunetta di G. Baglione L'incontro di Anna e Gioacchino e due profeti (1598). In basso, G. Baglione Nascita di Maria (1598). Parasta prospiciente la balaustra: grottesca in stucco dorato (sec. XVII) cimata dal prospetto della chiesa.

Abside (Universita' de' Fruttaroli)

  • Altare maggiore di Giacomo della Porta (sec. XVI), restaurato da Gabriele Valvassori (1746-55), che custodisce la sacra immagine mariana. Affreschi di Federico e Taddeo Zuccari (ca. 1560) raffiguranti storie della vita della Vergine.
    Catino di destra: in alto, Visitazione; in basso, Fuga in Egitto. Quest'ultima scena ritrae un momento alquanto insolito, se non addirittura eccentrico, nel panorama iconografico tradizionale: due giovani figure, di certo due angeli, avvicinano un ramo al Bambino onde permettergli di giocare con le foglie. Catino di sinistra: in alto, Sposalizio; in basso, Nativita'. In alto, vetrata policroma con monogramma mariano formato da…..pomodori e peperoni (sec. XVIII).

Volta centrale del transetto

  • G. e A. Orazi Immacolata Concezione (1703). Pennacchi: G. e A. Orazi Virtu' della Vergine (1703). Disegno degli stucchi di L. Barattone; realizzazione di Simone Giorgini e Leonardo Retti.
    Sul pavimento: Tarsia in marmo policromo (1747) dono dell'Universita' dei Fruttaroli, raffigurante un festone con varie specie di frutti. Sul pavimento, intersezione con la navata centrale: Lapide marmorea indicante il punto preciso in cui si trovava l'immagine della Madonna dell'Orto al tempo del miracolo originario e collocata in sito al momento della sua traslazione all'altare maggiore.

Portone ligneo di accesso all'Aula del Vestiario

  • In alto: Andrea Procaccini La discesa dello Spirito Santo (1704). Angeli in stucco di Leonardo Retti.

Sottarco del transetto

  • Giacinto Calandrucci Resurrezione di Cristo (1703) e coppie di angeli con i simboli della Passione.

Transetto di destra. Cappella del SS. Crocifisso (Università de' Pollaroli)

  • Altare: Crocifisso ligneo (sec. XVII).
    Alle pareti: Niccolo' Martinelli da Pesaro detto "il Trometta" Storie della Passione (1595). Diverse fonti indicano il Trometta come compaesano, allievo e pupillo di Taddeo Zuccari.

Volticella della navata

  • G. e A. Orazi Gloria di San Bartolomeo (1708).

Cappella dei SS. Giacomo, Bartolomeo e Vittoria (Universita' de' Padroni, Affittuari e Mezzaroli di Vigne)

  • Altare: Giovanni Baglione Vergine col Bambino e Santi (ca. 1630).
    A destra: G. Baglione Martirio di un santo diacono (ca. 1630).
    A sinistra: G. Baglione Martirio di S. Andrea Apostolo (ca. 1630).
    Volta: affreschi (sec. XIX) con due angeli entro riquadri e una santa, forse santa Vittoria. Il pavimento fu rinnovato nel 1756 su disegno di G. Valvassori.

Volticella della navata

  • G. e A. Orazi Gloria di S. Caterina (1708).

Cappella di S. Caterina d'Alessandria (Universita' de' Vermicellari)

  • Altare: Filippo Zucchetti Nozze mistiche di S. Caterina (1711).
    A destra: F. Zucchetti San Pietro (1711).
    A sinistra: F. Zucchetti San Paolo (sec. 1711).
    Volta: Tommaso Cardani Angeli con i simboli del martirio (1711).

Volticella della navata

  • G. e A. Orazi Gloria di Maria (1708).

Cappella dell'Annunciazione (Universita' de' Mercanti e Sensali di Ripa)

  • Altare: Federico Zuccari Annunciazione (1561).
    A destra: Virginio Monti L'arcangelo Gabriele (1875).
    A sinistra: Giovanni Capresi San Giuseppe (1878). Il pavimento fu rifatto nel 1749 su disegno di Gabriele Valvassori.

Controfacciata, navata destra

  • In alto, Giuseppe e Andrea Orazi Il sogno di Giuseppe (1706). In basso, confessionale ligneo (1755) recante sulla sommita' una formella in bronzo raffigurante una mola sul Tevere, dono dell'Università de' Giovani Molinari.

Ingresso

  • Bussola in radica di noce (1784) dono dell'Università dei Garzoni Molinari.
    Controfacciata: Cantoria in legno dorato restaurata nell'anno 1825 a cura dell'Universita' dei Padroni Molinari.
    Nella balaustra, pannelli recanti prospettive di molini sul Tevere. Organo monumentale (meta' sec. XIX).